I pericoli del mestiere: l’insider trading

Il trader è una delle professioni più in espansione negli ultimi anni, e ciò per vari motivi. I grandi ed apparentemente facili guadagni che sembrano a portata di mano sono sicuramente uno dei fattori principali; in fatto di poter lavorare comodamente da casa è un altro motivo di interesse: il trading online acquista ogni giorno centinaia di proseliti.

Quando si parla di mercato finanziario, parliamo di profitti milionari che destano l'interesse di molti. Le informazioni, come in ogni mercato, rimangono fondamentali e chi le possiede ha un grande tesoro da dover maneggiare con estrema cautela.

Non saper gestire le proprie informazioni o farne un cattivo uso magari per avidità può far diventare un grosso problema qualcosa che si era palesato come un buon affare. Con il moltiplicarsi delle possibilità infatti, crescono anche i reati. Possibilità prima sconosciute si aprono non soltanto a chi lavora onestamente ma anche per chi vuole aggirare le regole per garantirsi profitti alti e sicuri.

L'insider trading  consiste nell'abuso di informazioni privilegiate, notizie ancora non pubbliche, e nello sfruttamento di queste per ottenere dei profitti, consci di come queste notizie modificheranno il mercato quando saranno pubbliche.

Il reato consiste nella parte speculativa di questo processo, che è proibita per legge. Lo sfruttamento di informazioni non ancora disponibili al pubblico consente all'insider negoziazioni che alterano significativamente il fattore di rischio che invece continua a gravare sugli altri investitori.

A chi si rivolge la legge

Le informazioni di mercato ottenute ad esempio in qualità di membro di organi di amministrazione o direzione non possono essere utilizzate per fare affari nel mercato finanziario. Per legge questo tipo di soggetti non possono acquistare, vendere o compiere altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni privilegiate in suo possesso; e inoltre non possono comunicare ad altri l'informazione privilegiata al di fuori del normale esercizio del lavoro, o anche  raccomandare o indurre altre persone, sulla base delle notizie privilegiate in suo possesso, al compimento di queste operazioni.

Oltre al reato penale, la legge italiana attribuisce all'insider l'illecito amministrativo. Le due condanne quindi, in sede processuale si sommano.

La normativa europea

La legge comunitaria del 2004, che è stata recepita in Italia con la 62/2005 ha inserito nel nostro ordinamento alcune novità che vanno nella direzione di una maggiore severità delle condanne. Parliamo di pene come la reclusione da uno a sei anni e multe fino a tre milioni di euro; il giudice  può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il profitto conseguito dal reato. Questo accade per il cosidetto “Insider primario” ossia colui che avendo le informazioni, in prima persona decide di sfruttarle per ottenere profitti illecitamente nel mercato finanziario. E' stata poi individuata una ulteriore figura, quella dell'insider secondario che sfrutta informazioni avute da al primario. Per lui il reato è solamente di illecito amministrativo.

 

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