Quali sono i paesi migliori per fare business

 

 

Avviare un’impresa in un paese straniero a volte può essere più facile grazie a un ambiente favorevole per gli investimenti esteri, con una burocrazie più leggera e meno tasse per gli investitori. Anche intrattenere “semplici” rapporti commerciali con l’estero può essere molto conveniente soprattutto per i giovani imprenditori, sapendo che per facilitare ulteriormente le procedure e aumentare la sicurezza delle transazioni è necessario aprire la partita IVA comunitaria. Per scegliere lo stato estero con cui è più opportuno fare business in base alla propria tipologia aziendale, è necessario raccogliere una serie di informazioni relative alle condizioni politico-economiche del paese di destinazione. Per questo L’Economist ha stilato una classifica dei paesi in cui il clima per fare business è ottimale.

Come scegliere il paese con cui fare business

L’Economist Intelligence Unit ha esaminato 82 paesi nel mondo e ha stilato una classifica di quelli in cui l’ambiente del business è particolarmente attrattivo basandosi sugli stessi criteri che le aziende adottano per valutare le loro strategie di investimento. Le categorie prese in considerazione sono dieci:

  1. Situazione politica;

  2. Situazione economica;

  3. Opportunità di mercato;

  4. Politiche per la competitività e la libera impresa;

  5. Investimenti esteri;

  6. Commercio estero e controllo del cambio valutario;

  7. Politiche fiscali;

  8. Qualità del settore finanziario;

  9. Mercato del lavoro;

  10. Qualità delle infrastrutture.

Le informazioni si basano sui risultati dei precedenti 5 anni e le prospettive dei cinque futuri. Ciò che è emerso dall’analisi vede il primato di Singapore come miglior Paese in cui e con cui fare business, seguita da Svizzera, Hong Kong, Canada e Australia, tutte economie dalle solide basi e caratterizzate da una grande apertura verso i mercati esteri. I Paesi europei compaiono dalla seconda metà della top ten con Svezia, Finlandia e Danimarca, rispettivamente al sesto, nono e decimo posto. L’Italia compare solo 48° su 82 paesi, un risultato poco brillante.

Classifica degli stati in cui fare business

I paesi emergenti hanno un potenziale attrattivo sempre molto alto, ma allo stato dei fatti, le aziende si rivolgono alle economie più sviluppate e più collaudate del Nord America e dell’Europa, nonostante i paesi europei siano stati destabilizzati a lungo dalla crisi economica. Gli Stati Uniti sono un partner commerciale indispensabile, sebbene siano aumentate le difficoltà dovute a cambiamenti legislativi e commerciali. Tra i paesi sudamericani e in via di sviluppo più attraenti si cita il Cile che si colloca al 13° posto – fuori classifica – ma meglio del Brasile (43° posto) e del Venezuela (82° posto). L’Asia spadroneggia con Singapore e Hong Kong nelle prime posizioni in classifica mondiale, superando di gran lunga Cina e Giappone. Fanalino di coda, sono i paesi del sud-est asiatico, del Medio Oriente e dell’Africa percepiti come poco affidabili, con un alto tasso di corruzione e criminalità, unica eccezione per l’area mediorientale è Israele (20° posto) e Qatar (21° posto).

La classifica dei paesi migliori con cui fare business per il quinquennio 2014-2018 si compone, dunque, nel modo seguente:

  1. Singapore: 8,65 punti;

  2. Svizzera: 8,52, punti;

  3. Hong Kong: 8,39 punti;

  4. Canada: 8,30 punti;

  5. Australia: 8,29 punti;

  6. Svezia: 8,26 punti;

  7. USA: 8,25 punti;

  8. Nuova Zelanda: 8,15 punti;

  9. Finlandia: 8,18 punti;

  10. Danimarca: 8,16 punti.

 

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